CONSULENZA TECNICA

IN AMBITO CIVILE, PENALE E STRAGIUDIZIALE

In ambito giuridico viene richiesta una consulenza tecnica quando si intende approfondire un aspetto particolare appartenente ad una specifica disciplina.

La procedura di attivazione di questo tipo di consulenza può partire da un giudice che nell'analisi documentale degli atti puo' cogliere aspetti specialistici che necessitano di un approfondimento tecnico e quindi della nomina di un consulente tecnico di ufficio (CTU); questa figura sarà affiancata, poi, da consulenti tecnici nominati dalle parti (CTP) con l'obiettivo di supportare il cliente nell’iter di valutazione condotto dal CTU;

Lo stesso iter può partire, però, anche da chi, richiedendo una perizia ad uno specialista, porta all'attenzione del giudice aspetti che necessitano di un approfondimento tecnico.

 

 

 

 

RISARCIMENTO DANNO

Questo tipo di consulenza, attraverso specifiche analisi e valutazioni, punta a dimostrare la presenza oggettiva di un danno non patrimoniale, ovvero rientrante all’interno delle categorie di:

Danno biologico derivante da compromissione della funzionalità cognitiva (per esempio amnesia o difficoltà di concentrazione);

Danno biologico di natura psichica, caratterizzato dalla presenza di psicopatologia (per esempio grave depressione o disturbo post traumatico);

Danno morale, caratterizzato da un’alterazione transitoria dell’equilibrio psichico e relazionale;

Danno esistenziale, caratterizzato da modificazioni stabili nella personalità e nella qualità di vita.

Obiettivo dell’intervento è stabilire un nesso causale tra l’evento subito ed il danno manifestato, allo scopo di ottenere un risarcimento. 

 

 

MOBBING

A partire dalla concettualizzazione del danno da mobbing, caratterizzato da una serie di azioni persecutorie ripetute che risultano lesive della dignità umana e professionale di chi le subisce, la consulenza in quest'ambito si propone di stabilire l’entità e la natura del danno, nonché il nesso di causalità con gli eventi subiti.

 

 

AFFIDO DI MINORE

Questo tipo di consulenza è utile nei casi in cui la decisione circa l’affidamento del minore, a seguito di separazione dei genitori, appaia particolarmente problematica (alta conflittualità nella coppia, psicopatologia a carico di uno dei genitori, comportamenti non adeguati al ruolo genitoriale).

Obiettivo della consulenza è operare un attento esame delle competenze genitoriali, nell’interesse esclusivo del minore.

 

 

VALUTAZIONE DELLA CAPACITA' DI INTENDERE E DI VOLERE

La valutazione punta, all'interno di procedimenti penali, a dimostrare un vizio parziale o totale di mente tale da inficiare la capacità del soggetto di comprendere e di desiderare liberamente di mettere in atto le proprie azioni.

 

 

 

MEDIAZIONE FAMILIARE

La mediazione è una risorsa che si propone di sostenere ed accompagnare una coppia nel difficile iter della separazione, in particolare per trovare un equilibrio funzionale in coppie che devono gestire il delicato tema dell'affidamento e del collocamento di figli minori.

I coniugi saranno accompagnati lungo un percorso che possa consentire loro di raggiungere in prima persona accordi soddisfacenti per entrambi, in merito ai diversi aspetti da gestire, al fine di ridurre i tempi e i costi non solo economici di una separazione.

 

 

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

La valutazione neuropsicologica è un utile strumento clinico che permette di stimare con un buon grado di accuratezza il funzionamento cognitivo di un individuo. Essa mira ad ottenere un profilo del livello di funzionalità delle diverse abilità mentali: memoria, attenzione, abilità logiche e di ragionamento, pianificazione.

Essa risulta utile in tutte quelle situazioni nelle quali si sospetta un calo nella funzionalità delle abilità mentali, ad esempio a seguito di esiti di eventi traumatici quali interventi chirurgici a livello cerebrale, ictus, traumi cranici (incidenti) oppure in caso di insorgenza di patologie (es. malattia di Alzheimer o demenza senile).

Il fine ultimo può essere quindi di tipo riabilitativo, compensatorio (ottenere pensione di accompagnamento o di invalidità) o risarcitorio (se il deficit corrisponde ad un danno subito).

 

 

VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA

La valutazione psicodiagnostica o psicodiagnosi mira, oltre che ad una conoscenza approfondita della struttura di personalità del soggetto, anche alla rilevazione dell'eventuale presenza di sintomatologia psicopatologica.

Attraverso un esame psicodiagnostico è quindi possibile individuare la presenza di un disturbo psicologico e formulare una diagnosi differenziale, ovvero circoscrivere il disturbo in una categoria diagnostica definita e distinguerlo da tipologie di disturbi con manifestazioni sintomatologiche similari.

Un esame psicodiagnostico viene condotto attraverso il colloquio clinico e la somministrazione di strumenti di misurazione standardizzati (test).

Questo tipo di valutazione, oltre ad essere utile in ambito clinico per creare una base di conoscenza approfondita sulla quale strutturare l'intervento di supporto, è utile in ambito peritale in tutti i casi in cui sia necessario valutare lo stato emotivo e psicologico del soggetto, al fine di tutelarne specifici diritti.

 

 

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